7) Montaigne. Suggerimenti pedagogici.
Montaigne suggerisce all'educatore di favorire nell'educando la
curiosit verso tutto ci che ci circonda, perch il nostro mondo
deve essere il libro di ogni scolaro. Le grandi diversit che si
trovano in esso ci devono insegnare a riconoscere la nostra
debolezza di giudizio e ad essere umili.
M. E. de Montaigne, Saggi, a cura di I. Plattard, pagine 22-26
(pagina 47).

Dalla pratica degli uomini il giudizio umano ricava una
meravigliosa chiarezza, giacch noi siamo costretti e ripiegati in
noi stessi, ed abbiamo la vista raccorciata alla lunghezza del
nostro naso. A chi gli domandava di dov'era, Socrate non
rispondeva: d'Atene; ma del mondo. Egli, che aveva
un'immaginazione semplicissima ma estesissima abbracciava
l'universo come la sua citt, offriva le sue conoscenze, la sua
compagnia e i suoi affetti a tutto il genere umano; non come noi,
che guardiamo solo ai nostri piedi... Colui che si rappresenta
come in un quadro la grande immagine di nostra madre natura nella
sua intera maest, che legge sul suo viso una cos generale e
costante variet, che all'interno di essa considera non solo se
stesso, ma il mondo tutto come un tratto di una linea
sottilissima: colui soltanto pu valutare le cose secondo la loro
vera dimensione.
Questo grande mondo, che alcuni moltiplicano ancora come specie
sotto un genere,  lo specchio dove dobbiamo contemplarci per
conoscerci in modo veramente giusto, esso dev'essere anche il
libro del mio scolaro. Una tale variet di temperamenti, di sette,
di giudizi, di opinioni, di leggi e di costumi ci insegna a
giudicare saggiamente i nostri, e insegna al nostro giudizio a
riconoscere la sua imperfezione e la sua naturale debolezza; il
che  un non lieve tirocinio. Tanti sconvolgimenti di governi e
mutamenti della pubblica fortuna ci ammoniscono a non fare gran
caso della nostra. Tanti nomi, tante vittorie e conquiste, sepolte
sotto l'oblio, rendono ridicola la speranza di eternare il nostro
nome per la cattura di dieci arcieri a cavallo e di una bicocca
conosciuta solo per la sua caduta. L'orgoglio e la fierezza di
tante pompe straniere, la tronfia maest di tante corti e
grandezze, ci rafforzano pienamente la vista, in modo da poter
sostenere lo splendore delle nostre senza batter ciglio. Tante
migliaia di uomini sepolti prima di noi ci incoraggiano a non
temere di andare a raggiungere una cos buona compagnia nell'altro
mondo.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, volume
undicesimo, pagine 290-291.
